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Il comune di Boccioleto appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Vercelli

Storia

Boccioleto si trova nella media Valsermenza, una valle laterale della Valsesia, e include il territorio compreso tra i comuni di Balmuccia, Rossa e Rimasco con alcune vallette laterali come la Val Chiappa e parte della Val Cavaione. Bagnato dai torrenti Sermenza e Cavaione è un caratteristico paese di montagna, meta ideale per chi vuole conciliare arte e natura, storia e tradizioni locali in quell'atmosfera tipica dei vecchi villaggi valsesiani.
Possiede numerose frazioni, tra le quali meritano un accenno quelle ancora popolate: Oro, Ronchi, Oromezzano, Solivo, Casetti, Piaggiogna, Palancato e Fervento.
Chi giunge nel capoluogo è subito coinvolto dalla maestosa montagna che racchiude la valle presentandosi in tutta la sua magnificenza: le Piane Grandi e l'Alpe Selletto.
Come una guardia fedele, si erge la Torre delle Giavine, affascinante ed austero monolito di gneiss alto 90 metri, domato da quattro giovani arditi boccioletesi solo nel 1933 e scalata per la parete ovest nel 1942. Oggi è considerata una palestra di roccia tanto ambita quanto difficoltosa.
Gli amanti delle passeggiate naturalistiche saranno senza dubbio appagati dal "Sentiero delle Felci", percorso boschivo che unisce il capoluogo a Fervento attraversando le pittoresche frazioni di Casetti e Palancato. Il sentiero inoltre offre, a seconda dei diversi periodi dell'anno, grandi spettacoli di fioritura del sottobosco (primavera), di rigoglio delle felci (da giugno a settembre), di nascita dei funghi autunnali.
Notevoli dal punto di vista architettonico, con la conservazione di tipiche case seicentesche nel capoluogo e delle caratteristiche "torbe" in cembro all'alpe Tetti, Boccioleto e le sue frazioni sono soprattutto uno scrigno che racchiude notevoli gioielli d'arte sacra.
Nel capoluogo è la Chiesa Parrocchiale Pievana, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, con affreschi del Borsetti e dell'Orgiazzi (Santi Pietro e Paolo e cappelle laterali), dell'Avondo (volta e presbiterio) e del Rossetti (navate); tele del Piccina (via Crucis) e sculture lignee degli Alberti (altare principale, reliquiari e statua di San Giuseppe) e di Gaudenzio e Bartolomeo Ravelli (armadio sacrestia, confessionale), oltre a tele dell'artista boccioletese Ernesto Lancia e a numerosi altri affreschi dei secoli XV - XVI recentemente riscoperti e restaurati.
Di fianco alla chiesa, all'interno del caratteristico recinto si trovano la Cappella di Santa Marta, recentemente restaurata, e il cimitero, contenente un pregevole dipinto dello Zali e varie sculture marmoree di Giuseppe Maria Sartorio.
In frazione Ronchi, la Chiesa della Madonna delle Grazie (esistente almeno dal 1617) conserva una tela del Rocca del 1635 raffigurante la Madonna in trono, una pala del Dedominici e affreschi ottocenteschi dell'Avondo sulla facciata.
A Solivo, oltre all'oratorio seicentesco di Sant'Antonio da Padova con altare dell'Anselmi, facciata dell'Avondo e pavimento a piode del Giordano, si segnala la cappella di San Nicolao (Nicola di Bari), sempre del Seicento, con caratteristico portico a colonne e numerose opere pittoriche.
All'alpe Seccio sorge invece l'imperdibile oratorio di San Lorenzo, consacrato nel 1446 ma con ogni probabilità costruito precedentemente, ricco di splendidi affreschi, oltre alla cappella della Salus Infirmorum.
Sullo stesso percorso dell'arte, si segnalano inoltre la cappella Genestroso, l'oratorio di San Giovanni Battista a Oromezzano e l'edicola di San Rocco al Selletto.
La cappella di San Pantaleone (1477, affrescata interamente dai De' Campo) e l'oratorio della Madonna del Carmelo, con affreschi dell'Orgiazzi e del Borsetti, rendono Oro, villaggio già ben soleggiato, ancora più splendente.
Concludendo la Chiesa dell'Annunziata, interna al centro del paese, conserva un notevole patrimonio museale proveniente da cappelle e oratori che comprende, fra le altre opere, il gruppo ligneo del "Compianto sul Cristo morto" (Cinquecento) proveniente dalla Cappella della Pietà al Santuario della Madonna del Sasso.
Infine edifici religiosi sparsi nelle diverse frazioni serbano notevoli tesori artistici e meritano di essere menzionati: l'oratorio di Sant'Andrea a Genestreto, la cappella della Madonna di Loreto alle Moline; l'oratorio di San Marco nell'omonima località, di San Matteo a Casetti, di San Martino a Piaggiogna; la chiesetta di San Quirico in località Ponte all'ingresso del paese e l'oratorio di Palancato dedicato allo stesso Santo; il Santuario della Madonna del Sasso, meta fissa nella devozione dei boccioletesi e degli abitanti dei paesi limitrofi, l'oratorio di Sant'Antonio a Otra.
Boccioleto ha dato i natali al leggendario Giacomaccio (Giacomo Preti), che fomentò nel 1518 una rivolta contro i varallesi.
Tra le frazioni, cui prima si è accennato, merita una visita Fervento, raccolta in felice posizione, dove nella Parrocchiale di Sant'Antonio Abate e nella cappella della Madonna del Ponte si possono ammirare notevoli affreschi di scuola lombarda del Quattrocento nonché preziosi dipinti di scuola gaudenziana.
Dal 1882 ininterrottamente è in piena attività la Società Filarmonica Boccioletese composta da trenta elementi che ravvivano le sagre e le feste religiose nel paese e nei centri limitrofi.


Lo Stemma

Boccioleto è l'unico comune in Italia che porta questo nome; nell'etimologia popolare, raffigurata da un vecchio stemma che ci mostra un torrente che discende da uno sfondo di montagne, significherebbe un luogo di sassi (boci), rovi (buloci) e il desiderio di sole (fiat lux) nella stagione invernale.
Sul "Dizionario del dialetto valsesiano" alle voci "Buciolei" e "Bucciolêe" segue questa nota: direbbesi da buce, becco, caprone.
Vi è un'altra etimologia da buzz, cioè luogo tetro, profondo, dove precipita l'acqua di un torrente. Nessuna delle due interpretazioni è però giustificata.
Forse l'etimologia popolare è la più giusta perché, oltre a partire dalla forma genuina del nome latino "Bozoletum" o "Bocioletum" e dialettale "Biciulei", meglio riflette la vera origine dei nomi.